
Avrà influenza l’esito del referendum sull’energia nucleare di domenica scorsa sulla città di Bologna? Come può influire nel sistema urbano?
Gli elettori italiani, a maggioranza assoluta, hanno scelto di fermare il piano nucleare del governo in carica, indicando implicitamente una strada ormai nota, almeno in linea generale: risparmio energetico, efficienza e fonti rinnovabili. Una strada che significa moltissimo per una città, dove è indispensabile, oltre che possibile, organizzare un sistema energetico sostenibile e in grado di migliorare la qualità dell’aria, oggi inquinata prevalentemente dal traffico veicolare e dalle caldaie termiche a gas o, addirittura, a gasolio. La “volontà popolare” ha parlato in questo senso, con un messaggio chiaro che giunge da coloro che si sono espressi in uno dei quesiti referendari, chiedendo di efficientare il sistema energetico cittadino e diffondere le rinnovabili, per evitare i grandi impianti obsoleti e forse oramai retaggio di un passato ancora prossimo, ma sempre più oscurato dall’innovazione tecnologica e dall’aspirazione a migliorare lo stato dell’ambiente.
Un sistema energetico sostenibile per una città richiede innanzitutto riqualificazione energetica degli edifici esistenti, sostituzione delle vecchie caldaie a gasolio, illuminazione efficiente e direzionale, diffusione dei pannelli solari termici e fotovoltaici. Questi ultimi non sono facilmente inseribili nel contesto dell’architettura del centro storico, o nei condomini più grandi, ma questo problema può essere superato con altri sistemi efficienti, con la contabilizzazione del calore, con le valvole termostatiche, con la cogenerazione e il teleriscaldamento, con la microcogenerazione, con la sistemazione di impianti fotovoltaici dove è possibile, a partire dai tetti dei centri commerciali, delle scuole, o da semplici pensiline. Una città può fare moltissimo per migliorare il proprio “stato energetico” e abbassare il livello di sostanze inquinanti e polveri sottili presenti nell’aria, rispettando anche gli accordi volontari come il Patto dei Sindaci, che impegna anche Bologna a raggiungere e oltrepassare la soglia della riduzione del 20% di emissioni climalteranti al 2020. Ma una città meno inquinata, più efficiente e pulita va ben oltre qualsiasi impegno internazionale: è innanzitutto un impegno con sé stessa e con i propri cittadini.
Claudia Castaldini




