lunedì 9 maggio 2011

Consumare meno e inquinare meno.


Il primo obiettivo da porre per alleggerire il peso sull’ambiente di una città è minimizzarne i consumi e le emissioni.
Data la quota maggioritaria che assume in città l’ambito residenziale, al fine di ridurre le emissioni inquinanti e i consumi di combustibili fossili è necessario che l’innovazione energetica entri nei regolamenti edilizi comunali, arrivando ad influenzare le imprese del settore, quindi modificando la stessa logica del costruire. Negli strumenti di regolazione in mano alle amministrazioni pubbliche si intersecano le competenze in materia di urbanistica e mobilità, edilizia ed energia, fornendo un’opportunità formidabile per aiutare i miglioramenti tecnici già in corso e favorire la loro penetrazione nel mercato.
Bologna presenta ancora in questo ambito caratteristiche paragonabili alla maggior parte delle città italiane, con consumi energetici ed emissioni climalteranti e inquinanti in crescita, con ampia presenza di edifici a basse prestazioni energetiche e di impianti per l’illuminazione e il riscaldamento tecnologicamente obsoleti. Le nuove tecnologie in edilizia sono uno strumento straordinario per promuovere un settore troppo spesso in contrasto con la tutela del territorio, e svilupparne gli aspetti qualitativamente migliori e più avanzati. L’inserimento in architettura delle rinnovabili, il ricorso ad impianti ad alto rendimento, le case passive, il risparmio idrico, per finire alla bioedilizia ed alle sue caratteristiche di elevata qualità ambientale e abitabilità, consentono di ridurre consumi ed emissioni che oggi nel settore residenziale oscillano tra il 30 e il 40 % del totale.
Si tratta di temi proposti anche dagli organismi sovranazionali come la Direttiva UE sull’efficienza energetica o l’accordo volontario denominato Patto dei Sindaci. Quest’ultimo, prevede una serie di passi, tra cui il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, per portare le città aderenti a ridurre le proprie emissioni climalteranti del 20% o più entro il 2020. Bologna ha aderito e le spetta ora l’implementazione del Patto in una fase di indirizzo complessivo per uno sviluppo sostenibile della città.